Florea - Mostra mercato di piante ed essenze rare.
FLOREA - Mostra mercato di piante ed essenze rare. 12/13 Aprile 2008. Centro Vacanze "Garden" Cailungo, Repubblica di San Marino.
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Repubblica di San Marino - 12/13 Aprile 2008

L'Arte del Ricevere
Centro Studi e Ricerche Arnaldo Caprai Gruppo Tessile sezione “Arte del Ricevere”
Relatore: Architetto Walter Capezzali.

"Qualità della vita!"

Splendido slogan, che ricorre spesso in una realtà che scorre sempre più velocemente,
e che porta al desiderio di riappropriarsi del proprio tempo, o perlomeno di, poter definire degli spazi di tempo qualificato su cui concentrare le proprie energie e le proprie risorse.

Si riscopre il piacere di essere con se stessi, si ha il desiderio di condividerlo con altri.
Ecco perché parliamo di “Arte del Ricevere”: perché pensiamo a momenti qualificati della nostra esistenza. Cosa c’è di più piacevole e gratificante che riscoprire antichi cerimoniali e, perché no, di inventarne dei nuovi? Ma, attenzione! Entrare in un cerimoniale, diventare registi di un cerimoniale comporta certe “responsabilità”!

Una bella frase di Brillat-Savarin,
storico ed esperto della tavola della prima metà dell’800, recita:

“Invitare qualcuno vuol dire rendersi garante della sua felicità
fin quando resta sotto il nostro tetto”
.


Bon Ton

Letteralmente significa semplicemente “buon gusto”.
Corrisponde in realtà ad una serie di modelli di comportamento estremamente variabili, determinati dal momento storico e dalla situazione. C’è la tendenza diffusa nei mass-media a schematizzarlo come un “aureo” galateo, praticamente a-temporale, con regole fissate una volta per tutte, non si sa da chi o in quale circostanza. Risposte preconfezionate vengono puntualmente sfornate in TV, nei quiz serali, ma non viene mai posto l’accento sul perché o sulla circostanza in base alla quale si ritiene corretto quel certo comportamento. E se queste “regole” non possono essere definite una volta per tutte, o anche a lungo termine, chi possiamo prendere a riferimento, come “garante” del Bon Ton e di comportamenti sociali corretti? Abbiamo autorevoli maestri di cerimoniale: cerimoniale di Stato, cerimoniale di Corte; ma anche sulla tavola della regina Elisabetta non sono più di prassi i 5 bicchieri canonici (acqua, vino bianco, vino rosso, sherry e champagne – quelli del porto e del madera previsti in aggiunta in un secondo momento). Regole antiche ed altrettanto autorevoli possono durare a lungo, ma comunque non sfuggono ai cambiamenti del Gusto.

Linguaggi

Se, correttamente, pensiamo al Bon Ton come a una serie di linguaggi di alta qualità, variabili nel tempo ed adattabili alla situazione, allora l’accento verrà giustamente spostato sul significato del comportamento, che io, come padrone di casa e garante del cerimoniale, voglio trasmettere e condividere con i miei ospiti. Non va mai dimenticato che alla base di ogni comportamento-linguaggio resta comunque il buon senso, la ragionevolezza: una forchetta da usare senza coltello, per un risotto o un’insalata, va posizionata a destra, perché presa con la mano destra, esattamente nell’ordine delle posate in cui sarà usata. Questo accento sul valore che voglio trasmettere, nella mia situazione conviviale, mi permette non solo di muovermi con sicurezza, nell’ambito delle cosiddette regole auree del Bon Ton, ma anche di esprimere al meglio la mia individualità, la mia fantasia… perché l’ospite gode della mia ospitalità. Ovviamente non vuol dire che io posso permettermi “di tutto” o che non ci siano regole di comportamento…Fondamentale resta sempre e comunque quella di non mettere in difficoltà il mio ospite, quel ospite della cui “felicità” io sono responsabile. Altrettanto importante è una necessità di chiarezza: qualunque sia il “linguaggio” da me scelto, come padrone di casa, questo deve essere chiaramente percepibile dai miei ospiti, senza ambiguità o forzature.

Trasgredire…?

L’etimologia della parola non ha in sé niente di particolarmente negativo:
il latino “transgredi” aveva semplicemente il significato di “andare oltre” .

“Tutte le cose che ora si credono antichissime furono nuove un tempo” (Tacito)

E’ ovvio che “trasgredire” è molto più complesso e pericoloso, che seguire scrupolosamente la “regola” del momento. É decisamente una maggiore responsabilità, che corrisponde però anche al piacere di esprimere la propria creatività. Ma, attenzione! La cosiddetta “trasgressione” deve essere chiaramente percepibile e comunicabile alle persone con cui io condivido il momento conviviale. Forse la più famosa trasgressione storica dell’epoca moderna (inverno 1810-1811) è quella dovuta all’ambasciatore russo a Parigi Kurakin (principe Alexander Borisovitch Kourakine), fatta propria poi dal grande chef Urbain Dubois, che, inventando quella che per noi è la classica sequenza delle portate, rivoluziona il modo di servire a tavola, e, conseguentemente, anche le regole dell’apparecchiatura. Era stato il Rinascimento, con il servizio “all’italiana”, e poi “alla francese”, a imporre un banchetto scenografico con il “tutto in tavola contemporaneamente”: regola rimasta stabilmente in vigore, nelle situazioni ufficiali, per almeno quattro secoli. Ancora oggi il servizio di tavola, che sia “à l’assiette” (cambio del piatto che arriva già composto), o “à la pince” (porzioni prese con una pinza dal vassoio), o “au guéridon” (il passaggio dal piatto di portata ai piatti singoli avviene attraverso un tavolo di servizio), è chiamato servizio “alla russa”.

Arnaldo Caprai Gruppo Tessile
Centro Studi e Ricerche sezione Arte del Ricevere

Conoscere la storia dei comportamenti sociali e il “perché”, il significato, dei nostri comportamenti attuali è uno strumento formidabile per muoversi con disinvoltura e qualità nell’ambito di una realtà che si evolve, cambia e consuma i propri modelli sempre più velocemente. E’ per questo che la Arnaldo Caprai affida ad un Architetto, Esperto di Storia del Cerimoniale Privato, il piacere di promuovere incontri qualificati sul tema, preziose occasioni di approfondimento, scambio culturale, e arricchimento personale.


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